Bologna, 24 giu – Ma protagonisti dello spettacolo, insieme ai testi di Federica Iacobelli, sono stati anche il compositore e pianista Gianni Pirollo, il clarinetto di Gabriele Mirabassi e Gabriele Bombardini, che con la sua chitarra ha curato gli arrangiamenti dei brani della Cottifogli e, con uno stile decisamente originale, anche quelli di Lenine e Sting. Alla batteria e alle percussioni, Cristian Capiozzo, figlio del compianto Giulio, percussionista e cofondatore del gruppo Area, oltre a Enrico Guerzoni, esperto violoncellista con il quale la vocalist dei Quintorigo esegue un classico brasiliano di pixinguinha, “Rosa”, e una sorta di monologo letto a spartito, una tirata sulla gelosia commentata da un brano di Bach stilisticamente giocato sul totale contrasto rispetto alle parole del testo, un particolarissimo pezzo di meta-teatro voluto dai registi Stefano Randisi e Enzo Vetrano. Tra un panorama e una canzone, un racconto, una memoria e una visione, “Anita dei due mondi” diviene così spazio-tempo in cui la musica è una tessitura tra le arti.
(Cat)