Reggio Calabria, 14 mag – “Anas – ha spiegato l’Amministratore delegato di Anas, Gianni Vittorio Armani – è fortemente impegnata in Calabria con un piano da 4,6 miliardi di investimenti. Una parte rilevante di queste risorse, pari a 2,2 miliardi, è destinata alla 106 ‘Jonica’ ‘La Via della Magna Grecia’ con 1,3 miliardi per la realizzazione di 38 km di nuova viabilità e 690 milioni per il piano di riqualificazione di altri tratti calabresi. Inoltre, sono in corso ulteriori interventi per 260 milioni. Oltre all’impegno finanziario, Anas da tempo cerca di andare oltre il concetto tradizionale di infrastruttura come opera materiale fatta di acciaio, cemento e asfalto. La strada non deve essere solo un luogo di passaggio, ma un’opera tramite la quale accedere, apprezzare e promuovere i territori d’Italia. Il nostro impegno di portare la cultura attraverso le infrastrutture stradali prosegue oggi attraverso significative azioni di promozione e valorizzazione del territorio”.
Per far conoscere alcune delle enormi ricchezze che la 106 può offrire, sono state individuate sette ‘Vie’ che lambiscono la Jonica e si snodano attraverso terre piene di storia, memoria e bellezza.
Sette percorsi che saranno richiamati dalla cartellonistica autostradale, invitando gli automobilisti a concedersi magari una deviazione dal proprio tragitto per scoprire la storia, l’arte, le spiagge e i sapori del territorio.
Sono sette le Vie dell’indagine esplorativa: La Via dell’archeologia che comprende i tesori custoditi nelle principali realtà museali e parchi archeologici dell’intero territorio attraversato, dal Museo degli Ori di Taranto al Museo Nazionale archeologico di Reggio Calabria, che custodiscono intatti i reperti delle antiche colonie ed accolgono esemplari unici al mondo quali le sculture dei Bronzi di Riace; la Via dei Castelli, per ripercorrere la Puglia di Federico II di Svevia, la Basilicata e la Calabria attraverso le fortificazioni a presidio dei territori, incastonate su alture, a picco sul mare o nel cuore delle originarie acropoli; la Via del Mare, con le aree protette e le spiagge incontaminate dello Jonio, bandiera blu da diversi anni e per molti tratti; la Via dei fiori, per ammirare le specie botaniche della macchia mediterranea che si arricchisce di varietà quali le rose degli achei di Roseto Capospulico, i “meli a primavera” cantati da Ibico; La via di Bacco e Cerere, per comprendere le specialità gastronomiche derivate dagli antichi sissizi, le regole della dieta vegetariana derivata dalla tavola pitagorica; le suggestioni ed il fascino delle minoranze linguistiche che rendono l’odierna bovesia, uno dei siti di conservazione della lingua grecanica, unico al mondo. La Via della storia, sulle tracce dei grandi per ricordare alla postmodernità il valore di Nosside, Pitagora, Alcmeone, Zaleuco, Milone.
Infine la Via delle minoranze linguistiche, con particolare riferimento ad alcune zone in Puglia e Calabria dove sono presenti delle importanti aree di conservazione della lingua grecanica con dei poli di eccellenza, Bovesìa, Vallata dell’Amendolea, Gallicianò, Roghudi e Roccaforte del Greco nel reggino e della Grecia salentina nel Salento, che di fatto costituiscono la totalità delle aree ellenofone esistenti in Italia. (PO / red)