Roma, 15 mag – Il magazine on-line Il Giornale della Vela ripropone la sua intervista a Guglielmo Persico, detto Willy, 79 anni, patron del cantiere Southern Wind, che si è tolto la vita nella notte di sabato scorso, nella sua villa di Sant’Ilario (Genova), a causa di problemi di salute. Persico, costruttore di barche a vela di lusso “per navigare, più che per apparire”, che hanno solcato i mari dal Mediterraneo all’Antartide, parla della nascita della sua impresa con base a Cape Town (Repubblica Sudafricana), avvenuta nel 1990: “Tutte le belle storie hanno alla base una buona dose di incoscienza. In effetti stavo cercando un cantiere che si occupasse della costruzione di un 73 piedi disegnato da Ron Holland per me e di un 72 piedi disegnato da Farr per un amico. Così decisi di esplorare fuori dall’Italia cantieri più competitivi. Trovai in Sud Africa quello che mi sembrava il miglior rapporto qualità-prezzo. Ma durante le costruzioni il cantiere entrò per diversi motivi in grande difficoltà. Decisi pertanto di rilevarlo”. Ora – affermava Persico – che ha avuto anche incarichi importanti nel settore petrolchimico ed è stato presidente dei Cantieri navali Rodriquez – “Southern Wind Shipyard è un cantiere moderno, che si sviluppa su 17 mila metri quadri, con 329 dipendenti” e “nel giro di pochi anni la produzione è aumentata da una a tre barche all’anno” e “l’ltalian style non poteva essere meglio rappresentato, all’inizio, dal contributo di Antonio Minniti e, in tempi più recenti, di Mario Pedol e Massimo Gino con Nauta Design”. E aggiungeva: “Mi rivolgo solo ai migliori progettisti al mondo, rifiuto i progetti di eventuali clienti che non si allineano alle tipologie costruttive del cantiere, cerco sempre di realizzare delle mini serie per garantire progetti più affidabili e con più valore nel tempo. Non a caso siamo anche gli unici al mondo a garantire un test sail di 7.500 miglia quando le barche, consegnate a Cape Town, si dirigono verso il Mediterraneo o ai Caraibi”. (red)