Roma, 15 mag – Si è conclusa il 14 maggio in Afghanistan la “spedizione” degli istruttori italiani, in supporto alle Forze di Sicurezza afgane, situate nell’abitato di Qal’ha-Ye Now, a circa 120 km a nord Est di Herat, sede del contingente italiano su base Brigata “Sassari”. Circa 50 istruttori italiani, per due settimane, hanno fornito assistenza e consulenza a favore delle controparti locali del 207° Corpo d’Armata afgano, impegnate in attività operative congiunte con il 209° Corpo d’Armata, quest’ultimo schierato nella limitrofa regione nord, ed assistito dagli advisor tedeschi. L’operazione, prima nel suo genere in Afghanistan, è nata su richiesta delle Forze di Sicurezza e autorità politiche locali ed è stata definita durante un meeting organizzato nel mese di gennaio dal Comandante italiano del Train Advise Command West (TAAC W), nella base di Camp Arena, alla presenza del corrispettivo Comandante tedesco del TAAC North e dei comandanti del 207° e 209° Corpo d’Armata operanti nelle confinanti regioni afgane. Dopo un lungo periodo di pianificazione, avvenuta attraverso incontri e videoconferenze, in cui gli staff dei differenti Corpi d’armata, assistiti dagli istruttori della NATO, hanno pianificato nei minimi dettagli l’operazione congiunta, nei primi giorni del mese di maggio è partita l’operazione “Unified Purpose”. Lo scopo perseguito dal Governo afgano era quello di favorire le condizioni di sicurezza in un’area di confine di difficile controllo per via delle condizioni morfologiche del terreno – area montuosa ed impervia – e per la distanza dalle principali caserme afgane. (BIG ITALY / SEGUE)