Roma, 25 giu – “E’ la dimostrazione che un intervento sanatorio è oramai improrogabile”. Così le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani commentano il cosiddetto piano “salva badanti”, l’emendamento proposto ieri al disegno di legge sulla sicurezza dai ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Pari opportunità Mara Carfagna. Un provvedimento che consentirebbe – “in disciplina transitoria” – la regolarizzazione delle lavoratrici straniere che assistano “persone che abbiano compiuto il settantesimo anno di età, oppure siano affette da gravi patologie o handicap che ne limitano l’autosufficienza e dispongano di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento”. Appare tuttavia “incomprensibile e inaccettabile – aggiungono le Acli – l’esclusione delle colf e delle baby sitter dalla proposta di regolarizzazione”. Il 75% delle circa 410mila richieste di assunzione di lavoratrici domestiche riguarda infatti le colf (collaboratrici familiari) e solo il 25% le cosiddette ‘badanti’, che da contratto svolgono il ruolo di assistenti familiari. Di queste, poi, non tutte si occupano di ultrasettantenni o persone disabili. “Sia perché ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento è spesso un’impresa – spiega la responsabile nazionale delle Acli-Colf , Pina Brustolin – sia perché l’emergenza sociale cui queste lavoratrici provvedono non è solo quella degli anziani malati o non autosufficienti, ma quella degli anziani soli, che hanno bisogno di compagnia più che dell’accompagnamento”. (SEGUE)