Roma, 21 mag – Il Museo e Real Bosco di Capodimonte dedica, fino all’1 luglio, una serie di mostre-focus a dipinti, sculture e oggetti d’arte in relazione con altre opere o documenti in grado di spiegarne il contesto. Ecco quindi che la Sacra Conversazione di Konrad Witz è messa a confronto con due manoscritti della metà del XV secolo custoditi dalla Biblioteca nazionale di Napoli. L’opera di Konrad Witz, uno dei maggiori pittori tedeschi attivi nel XV secolo, sviluppa il tipico tema iconografico del suo tempo della Madonna con il Bambino Gesù circondati dai santi. Nel dipinto di Witz, si riconoscono la Madonna con il Bambino intenta nella lettura, San Giuseppe che offre la mela simbolo del peccato originale e della redenzione e, tra loro, Santa Caterina in abito blu identificata dalla spada del suo martirio, e Santa Barbara in verde, riconoscibile grazie alla piccola torre. A differenza dell’Annunciazione o dell’Ultima Cena, la Sacra Conversazione non fa riferimento a un evento biblico. Questo dialogo avviene tra personaggi che leggono o meditano appartenenti a epoche differenti: ciò evidenzia come la funzione di mediazione della Madonna fra gli uomini e Dio si svolga al di fuori del tempo. La Sacra Conversazione, infatti, non è un dialogo reale ma un colloquio silenzioso e puramente spirituale, in cui l’atteggiamento dei santi è identico a quello dei fedeli in preghiera dinnanzi all’altare. In ragione di ciò, i pittori fiamminghi scelgono spesso di rappresentare questa scena all’interno di una chiesa di forma contemporanea, come la lunga navata gotica in fuga prospettica dipinta da Witz.(red)