Roma, 21 mag – Cadario rivolge la sua attenzione anche alla musica contemporanea, che interpreta con particolare dedizione vista la sua duplice natura di direttore e compositore. Giuseppe Verdi, autore profondamente legato al percorso artistico del Coro del Teatro Regio, è il protagonista del concerto. Il programma si apre con i Quattro pezzi sacri per coro e orchestra, scritti nell’ultima decade di attività del compositore, con fini e intenti differenti. Nel 1898 vennero riuniti e pubblicati in un corpus unico dall’editore Giulio Ricordi e da quel momento eseguiti come un ciclo autonomo. I brani sono: Ave Maria, Stabat Mater, Laudi alla Vergine Maria (su versi tratti dal Canto XXXIII del Paradiso di Dante) e Te Deum; soprano solista: Eugenia Braynova. Il concerto celebra anche il 120° anniversario della prima esecuzione italiana di Stabat Mater, Laudi alla Vergine Maria e Te Deum diretta da Arturo Toscanini a Torino il 26 maggio 1898. Si prosegue con la celebre Sinfonia tratta da La forza del destino, un omaggio dovuto a San Pietroburgo, considerato che la prima assoluta dell’opera, nel 1862, ebbe luogo proprio al Teatro Mariinskij. Dall’Otello, penultima opera di Verdi, vengono eseguiti i Ballabili e il Coro “Fuoco di gioia”. Chiudono il programma due pagine tratte da Nabucco, l’opera che consacrò Verdi nell’olimpo dei grandi compositori, ovvero: la Sinfonia e il Coro “Gli arredi festivi”. Ancora una volta il Regio, eccellenza italiana di fama internazionale, è chiamato a rappresentare la bellezza e il patrimonio musicale del nostro Paese, nel nome del più grande compositore italiano: Giuseppe Verdi. (BIG ITALY / Red)