Padova, 24 mag – Ricorre domani l’Africa Day, che vuole celebrare il cammino dell’Africa verso l’indipendenza e l’impegno della sua gente per un futuro migliore. In questa occasione Medici con l’Africa Cuamm “vuole richiamare l’attenzione sui bisogni del continente, ma anche sottolineare come solo attraverso il protagonismo della sua gente sia possibile portare avanti progetti di sviluppo veramente efficaci – si legge in una nota -. Un protagonismo che Medici con l’Africa Cuamm incentiva ogni giorno, lavorando sul campo con oltre 1660 persone, la maggior parte delle quali di origine africana. Nei sette paesi di intervento infatti 260 cooperanti di origine europea (di cui 250 italiani) lavorano ogni giorno a fianco di oltre 1400 operatori di origine africana, tra medici, infermieri, amministrativi e logisti. Dalla Sierra Leone anche Steven Ngoma, medico Cuamm che lavora nell’isola di Bonthe, testimonia il bisogno di lavorare con l’Africa, raccontando la sua esperienza di medico ritornato in Africa con tutta la famiglia”. “Sono originario della Repubblica Democratica del Congo e lì, mentre lavoravo in un ospedale governativo, ho conosciuto Celine, un’infermiera svizzera che oggi è diventata mia moglie. Ci siamo sposati e nel 2016 ci siamo trasferiti in Europa, non per restarci, ma per studiare – dice Steven -. Ad Anversa infatti mi sono specializzato in medicina tropicale, mentre Celine ha fatto un master in salute pubblica. Il nostro obiettivo fin dall’inizio era tornare in Africa, ma con maggiori competenze, per fare la nostra parte per migliorare la situazione del continente che amiamo”. (BIG ITALY / Red)