Roma, 28 mag – I gruppi INFN, coordinati da Marco Selvi e guidati da Gabriella Sartorelli (Università e sezione INFN di Bologna), Walter Fulgione (LNGS) e Giancarlo Trinchero (sezione INFN di Torino), fanno parte del progetto XENON1T fin dal suo inizio, nel 2009. Sono responsabili del progetto, costruzione e funzionamento del sistema di veto di muoni, all’interno dello schermo di acqua, che è cruciale per la riduzione dei fondi ambientali e di quelli dovuti alla radiazione cosmica residua. Hanno progettato e realizzato le varie infrastrutture presso i LNGS, e guidano il gruppo di simulazione Monte Carlo per la predizione e ottimizzazione delle prestazioni del rivelatore, e per il calcolo delle varie sorgenti di fondo. Sono anche coinvolti in diversi aspetti dell’analisi dati che ha portato a questi nuovi risultati di XENON1T. Con l’aggiunta dei gruppi delle sezioni INFN di Napoli e Ferrara, guidati rispettivamente da Michele Iacovacci (Università Federico II e Sezione INFN di Napoli) e Guido Zavattini (Università e Sezione INFN di Ferrara), i gruppi italiani sono coinvolti anche nella futura estensione del progetto, con il rivelatore XENONnT. In particolare, sono responsabili della simulazione Monte Carlo e della progettazione e realizzazione di un nuovo rivelatore di veto per i neutroni. Partecipano, inoltre, alla purificazione del bersaglio di xenon, e alla realizzazione della infrastruttura di calcolo dell’esperimento. “Esplorando sempre meglio lo spazio dei parametri ammessi per le WIMP – aggiunge Aprile – l’esperimento si afferma come il rivelatore più grande e sensibile al mondo per la ricerca diretta di materia oscura”. (PO / SEGUE)