Reggio Emilia, 29 mag – Al Palazzo dei Musei è allestito un percorso che coinvolge l’intero edificio con installazioni, ricostruzioni 3D, proiezioni e l’esposizione di oltre 400 reperti provenienti da importanti musei nazionali e da collezioni della città che illustrano le sette aree tematiche: L’Emilia prima dell’Aemilia, Via Emilia-SS9, Marco Emilio Lepido e la sua città, Ruote zoccoli e calzari, La buona strada, Racconti per l’eternità, Est modus in rebus. La mostra coinvolge tutto il Palazzo a partire dalla valorizzazione delle collezioni storiche al piano terra come il Chiostro dei marmi romani (allestito in forma di giardino archeologico agli inizi del XX Secolo per ospitare i numerosi reperti architettonici romani rinvenuti nella necropoli di San Maurizio) e il Portico dei marmi dove sono esposti in sequenza i monumenti funerari riportati alla luce dal XV secolo ad oggi fra Villa Ospizio e San Maurizio, vera e propria Via Emilia dei defunti, che ogni viandante avrebbe percorso in arrivo o in uscita da Regium Lepidi. Di notevole impatto la ricostruzione in 3D della città romana realizzata in realtà aumentata dalla Duke University di Durham (USA). Il percorso vero e proprio della mostra parte dal primo piano con la sezione La Via Emilia prima della Via Aemilia. Introdotti da un fregio della Basilica Aemilia di Roma che rappresenta Marco Emilio Lepido come costruttore di città, l’esposizione di reperti provenienti dal Reggiano documenta il tracciato stradale in età preromana, quando si manifesta un primo utilizzo del percorso che attraversa il territorio da est a ovest nella fascia di media pianura, vettore di cultura scritta che fa del territorio reggiano uno dei più precocemente interessati dalla diffusione della scrittura di tutta l’Italia settentrionale- La sala dedicata a Regium Lepidi illustra la figura di Marco Emilio Lepido nelle sue molteplici sfaccettature di politico lungimirante, generale vittorioso, trionfatore sui Liguri dell’Appennino tosco-emiliano e di costruttore di strade e di città (Mutina, Parma, Luni e Regium Lepidi). La ricostruzione al vero di una tenda consolare ospita il suo busto, unico ritratto fisiognomico, opera di rara potenza espressiva proveniente dal Museo archeologico nazionale di Luni, città fondata dal triumviro Marco Emilio Lepido nell’anno 177 a.C., concesso in prestito dal Polo museale della Liguria. (red)