Roma, 29 mag – “Nel lungo periodo il contenimento del disavanzo e del debito poggia in larga misura sulla capacità della finanza pubblica di fare fronte all’aumento della spesa sociale determinato dall’invecchiamento della popolazione, in particolare nella previdenza e nella sanità. Le riforme introdotte in passato rendono gestibile la dinamica della spesa pensionistica; hanno risposto alla necessità di tenere conto dell’allungamento della vita media nel definire il rapporto tra i contributi versati e l’entità e la durata della pensione; hanno posto l’Italia in una posizione favorevole nel confronto internazionale. Sarebbe rischioso fare passi indietro”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nelle considerazioni finali sulla Relazione annuale del 2017. “Interventi mirati, volti a ridurre specifiche rigidità, sono possibili, alcuni sono già stati effettuati in passato, ma vanno sempre adeguatamente compensati in modo da assicurare l’equilibrio attuariale del sistema pensionistico. Nel modificare le regole di fondo che determinano le tendenze di lungo periodo della spesa pubblica va esercitata estrema prudenza – ha aggiunto Visco – Gli indicatori di sostenibilità calcolati in sede europea sono recentemente peggiorati per l’Italia a causa della riduzione della crescita potenziale del prodotto prevista per i prossimi decenni, a sua volta dovuta anche al calo della popolazione attiva connesso con il ridimensionamento dei flussi migratori attesi”.
(Red)