“Il destino dell’Italia è quello dell’Europa. Siamo parte di una grande area economica profondamente integrata, il cui sviluppo determina il nostro e allo stesso tempo ne dipende. È importante che la voce dell’Italia sia autorevole nei contesti dove si deciderà il futuro dell’Unione Europea. Tutti i paesi che ne fanno parte devono contribuire al suo progresso”. Nelle sue considerazioni finali, lette in occasione della pubblicazione della relazione annuale sul 2017 di Bankitalia, il governatore Ignazio Visco richiama più volte al rispetto delle regole, dei vincoli di bilancio e di quella logica economica che, se ignorata, metterebbe a repentaglio i risparmi delle famiglie, oltre che la credibilità del nostro paese a livello internazionali. Bankitalia non ammette scorciatoie sul debito e scoraggia fortemente pericolosi passi indietro sulla riforma delle pensioni che ha garantito la sostenibilità dei conti pubblici. “Per ridurre il debito non vi sono scorciatoie. Gran parte del risparmio finanziario accumulato dagli italiani trova corrispondenza, diretta o indiretta, nei 2.300 miliardi del nostro debito pubblico. Se venisse messo a repentaglio il valore della loro ricchezza reagirebbero fuggendo, cercando altrove riparo. E gli investitori stranieri sarebbero più rapidi. La crisi finanziaria che ne conseguirebbe farebbe fare al nostro paese molti passi indietro. Macchierebbe in modo indelebile la reputazione dell’Italia nel mondo”.
FORZE POLITICHE. “È a tutti evidente la delicatezza e la straordinarietà del momento che stiamo vivendo – dice chiaramente il numero uno di via Nazionale in un passaggio finale del suo discorso – Se è auspicabile che siano definiti con chiarezza e lungimiranza gli obiettivi e i progetti delle diverse forze politiche, non sarebbe saggio ignorare le compatibilità finanziarie. E non per rigidità a livello europeo o minacce speculative, ma perché le nostre azioni, i nostri programmi forniscono i segnali che orientano l’allocazione delle risorse a livello nazionale e globale”.
FIDUCIA. “Le norme entro cui operiamo possono essere discusse, criticate. Vanno migliorate. Ma non possiamo prescindere dai vincoli costituzionali – ha aggiunto Visco – la tutela del risparmio, l’equilibrio dei conti, il rispetto dei Trattati. Soprattutto, bisogna avere sempre presente il rischio gravissimo di disperdere in poco tempo e con poche mosse il bene insostituibile della fiducia: la fiducia nella forza del nostro paese che, al di là di meschine e squilibrate valutazioni, è grande, sul piano economico e su quello civile; la fiducia nella solidità del nostro risparmio, fondata sulla capacità di superare gli squilibri finanziari, economici e sociali; la fiducia nel nostro futuro, da non disperdere in azioni che non incidono sul potenziale di crescita dell’economia, ma rischiano di ridurlo”.
(Caf – 29 mag)