Roma, 29 mag – Per giungere a questo importante risultato il team di ricerca internazionale ha effettuato una scansione del reperto alla luce di sincrotrone, la radiazione elettromagnetica generata dall’acceleratore circolare dell’European synchrotron radiation facility (ESRF) di Grenoble (Francia), a una velocità vicina a quella della luce. Ciò ha permesso di “entrare” all’interno del reperto stesso e di ottenere files che, attraverso l’elaborazione di potenti computer, hanno prodotto un modello estremamente dettagliato del fossile, pronto per essere restaurato virtualmente e “stampato” in 3D. “Analizzare un frammento datato circa 1.5 milioni di anni con una delle strumentazioni più avveniristiche disponibili fra i più importanti centri di ricerca – spiega Raffaele Sardella – ci ha permesso di usufruire di prestazioni ad altissimo livello senza compromettere la conservazione del reperto; cosa che invece poteva accadere con un complesso lavoro di restauro”. (BIG ITALY / red)