Roma, 29 mag – Il cuore di questa strategia – ha sottolineato il direttore degli Italiani all’estero della Farnesina – è il “rapporto con i territori”. Presente non a caso Giovanni Lolli, vice presidente della Regione Abruzzo e coordinatore della Commissione Turismo per la Conferenza Regioni e Province Autonome: “Il turismo è un tema molto serio – ha detto -. Siamo il paese più bello del mondo, ma non è sufficiente essere belli, il turismo è una cosa seria che va organizzato attraverso una politica”. Secondo Lolli “il turismo va affrontato con una mentalità diversa, non ci si può affidare solo a una spinta spontanea che per fortuna c’è, ma che se non viene organizzata e promossa adeguatamente, non esprime tutte le sue potenzialità”. Puntare sul turismo di ritorno trasformerebbe gli italiani all’estero in “ambasciatori” del nostro Paese e darebbe uno slancio all’economia. “Le comunità italiane all’estero sono una leva straordinaria – ha commentato Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina -. Dal turismo di ritorno possono innescarsi dinamiche di investimento. Si ritorna, si apprezzano i luoghi e si investe”. Il metodo da portare avanti, secondo De Luca, è quello del “grande gioco di squadra: in questi anni è stato costruito un metodo di sistema che è riuscito a mobilitare più risorse. Dalla promozione del made in Italy al piano culturale e al piano strategico del turismo”. Un sistema di promozione integrata che permette di “non muoversi più a segmenti ma in maniera compatta, con una visione ben delineata. L’Italia ha un’identità plurale, può offrire un turismo differenziato e un’offerta personalizzata”. (BIG ITALY / Sip)