Roma, 7 lug – “La scelta del Mozambico non è casuale – continua il sottosegretario -, il Paese è infatti un modello italiano di successo: grazie alla nostra mediazione politica, nel 1992 a Roma venne firmato l’accordo di pace che mise fine alla guerra che da anni dilaniava la nazione. L’Italia quindi può e deve fare la differenza in Africa. Vogliamo esportare un nuovo modello, basato sulla cultura italiana, sul made in Italy e sulla qualità. Un modello capace di creare valore e offrire nuove capacità tecniche a un continente come l’Africa, spesso, troppo spesso è stato dimenticato”. Un programma ribadito anche da Massimo Mamberti, direttore generale dell’Ice: “Vogliamo offrire agli operatori italiani l’occasione di acquisire una conoscenza diretta della realtà locale. Puntiamo a sviluppare nuove partnership commerciali, industriali ed investimenti in un paese che ha un grande appeal per il Made in Italy”. Mentre Massimo D’Aiuto, amministratore delegato della Simest sottolinea che “c’è molto da fare e attraverso un accordo di collaborazione con il CPI, l’agenzia governativa per la promozione degli investimenti stiamo sviluppando una intensa attività di scouting nel paese. Il workshop che si tiene a Maputo sull’utilizzo del gas naturale nel trasporto pubblico è il primo di una serie di seminari tematici che nascono dall’interesse concreto delle imprese italiane ad investire in Mozambico”.
(Grm)