Roma, 7 lug – In futuro i flussi migratori verso l’estero tenderanno ad aumentare sensibilmente. Studi demografici assicurano che l’entità della popolazione europea in età lavorativa diminuirà progressivamente, dopo un aumento preventivato di circa venti milioni di unità tra il 2007 e il 2017, è previsto infatti che il numero delle persone attive si ridurrà sensibilmente entro il 2050. La situazione è aggravata dalle forti disuguaglianze tra i tassi di disoccupazione dei Paesi di tutto il mondo. Esistono ad esempio regioni che contano un elevato numero di lavoratori qualificati ma un basso tasso di occupazione e viceversa regioni in cui non ce ne sono abbastanza. Il mercato del lavoro obbliga quindi il lavoratore oltre ad essere altamente qualificato ad avere una certa disponibilità a spostarsi. Nel panorama variegato delle numerose opportunità di lavoro all’estero, la Unione Italiani nel Mondo, nell’ultimo trimestre, ha registrato circa cento offerte di lavoro con oltre quattromila posti disponibili. I settori maggiormente coinvolti sono i servizi con la ristorazione, il turismo e l’informatica, la sanità, l’edilizia e l’agricoltura.
(SEGUE)