Roma, 5 giu – Giacobbe nella sua interrogazione ricordava che “l’emigrazione italiana verso la Tunisia risale ai primi anni dell’800” che “i nostri concittadini hanno trovato da sempre accoglienza e rispetto; l’emigrazione italiana in quegli anni fatta da uomini e donne alla ricerca di lavoro, di un rifugio o per sviluppare una impresa anche a volte in maniera clandestina è paragonabile oggi a quello che molti tunisini stanno facendo a ritroso percorrendo strade simili”. In tutti questi anni, continua Giacobbe nella sua interrogazione, “la società tunisina ha avuto sentimenti di rispetto nei confronti della Comunità italiana riconoscendone dignità e valore; oggi l’Italia grazie ad un egregio lavoro diplomatico, culturale, economico, sociale e politico portato avanti dalla comunità e dai loro rappresentanti è il primo partner economico della Tunisia e le parole pronunciate dal ministro interrogato offendono i tunisini mettendo a rischio la vita pacifica di migliaia di italiani lì residenti”.
(Gil)