Lecce, 6 giu – Lecce è la città del Sud che ha maggiormente sviluppato negli anni una cultura europeista. A dirlo è uno studio sul grado di propensione e sensibilità verso l’Europa dimostrato dai Comuni italiani con popolazione non inferiore ai 50.000 abitanti nell’arco temporale 2009-2016, realizzato dall’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” in Roma in collaborazione con Anci, che questa mattina, a Palazzo Carafa, consegnerà un riconoscimento al Comune pugliese.
Si tratta di un riconoscimento per la vocazione europeista dell’amministrazione, manifestata nella propensione a utilizzare finanziamenti dell’Unione Europea per la migliore qualità della vita della popolazione, nell’attivazione di gemellaggi comunitari e nella promozione di eventi di dimensione continentale. Durante l’incontro saranno presentate le strategie del Comune relative all’attuazione locale delle politiche comunitarie, i risultati della ricerca ed il volume “L’Europa in Comune. Opportunità e limiti tra città italiane e UE”, a cura di Caterina Cittadino (manager pubblico della Presidenza del Consiglio dei ministri) e Stefano Sepe, (editrice Apes). Interverranno, tra gli altri, il sindaco Carlo Salvemini e l’assessore all’Europa e Cooperazione Internazionale Patrizia Guida, la quale sottolinea: “Siamo molto contenti di questo riconoscimento al lavoro svolto dal Settore negli anni passati. Oggi stiamo lavorando per mantenere e superare questi risultati con una serie di iniziative – International hub, Newsletter, Formazione – tese a rafforzare la conoscenza delle opportunità che la Comunità offre ai Paesi membri”. (PO / red)