Roma, 6 giu – Di certo “l’escalation del protezionismo rischia di schiacciare la nostra economia, che in questo momento cresce grazie alle vendite all’estero, con manovre che potrebbero pesare per 3 punti sull’export. Basti pensare che solo con l’Iran, con cui siamo stati i primi a firmare un protocollo d’intesa, il nostro Paese ha diversi miliardi di export a rischio”. Vincenzo De Luca, direttore generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, spiega che “Abbiamo sviluppato un processo che ha bisogno di continuità e che diventi strutturale, che sia una priorità. Siamo un paese che ha stabilito il record di 448 miliardi di export, direi che questo piano straordinario deve diventare ordinario per un paese che fa il 30 per cento del Pil con l’export, è una prospettiva vitale”. E Fabrizio Lucentini, generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi, dei Mise, conferma: “E’ stato un piano integrato che è stato fortemente voluto a livello governativo e che deve assolutamente continuare perché è fondamentale per lo sviluppo”. Con lui Beniamino Quintieri, presidente di Sace: “Il mio auspicio è che anche il nuovo governo consideri l’internazionalizzazione una chiave per la crescita del paese”.
(Sis)