Roma, 7 giu – Composta originariamente per l’Opera di Parigi nel 1867 con il titolo Don Carlos, in cinque atti e su testo francese, l’opera giunse in questa forma per la prima volta in Italia proprio al Comunale di Bologna, che la mise in scena nell’ottobre dello stesso anno nella traduzione italiana. Don Carlo ebbe una gestazione complessa, laboriosa e travagliata, che vide Verdi impegnato in numerose revisioni. Tra la prima versione in francese in cinque atti del 1867 e la seconda in italiano in quattro atti del 1884 le differenze sono sostanziali e toccano momenti cruciali dell’opera: Verdi eliminò il primo atto, due duetti del secondo atto, l’inizio dell’atto terzo e il balletto, alcuni momenti del quarto atto, tra cui il finale, e la conclusione del quinto atto. Inserì, al loro posto, sette brani inediti. La vicenda è ambientata nella seconda metà del Cinquecento, negli anni intorno al trattato di Cateau-Cambrésis (1559) col quale era stata dichiarata la pace tra Spagna e Francia. Su questa base storica s’intrecciano i conflitti pubblici e privati dell’opera, che presenta una trama elaborata e personaggi sui quali viene fatto un profondo scavo psicologico, mettendone in luce le difficoltà nel distinguere il bene e il male, il peso del potere, i contrasti d’amore e il mondo familiare, temi sempre cari a Verdi. Lo spettacolo è realizzato grazie al sostegno di Alfasigma. (Roc)