Roma, 9 lug – “La globalizzazione dell’economia obbliga già da decenni – ha sottolineato Franco Narducci – a incrementare costantemente le esportazioni nei settori dove è ancora competitiva, e la competenza europea, italiana in particolare, nella produzione radiofonica, editoriale e cinetelevisiva, è ancora di tutto rispetto”. “Abbiamo il dovere di condividere con il mondo intero il nostro immenso patrimonio artistico e culturale, riconducendolo verso le nuove politiche della comunicazione – ha proseguito Narducci -. Per farlo dobbiamo incoraggiare i nostri Istituti Italiani di Cultura sparsi per il mondo a fare di più, soprattutto in termini di presenza. Pensate che in un Paese di 700milioni di abitanti come la Cina – ha sottolineato il parlamentare del Pd – è presente un solo Istituto Italiano di Cultura (Shanghai)”. Stesso discorso per il comparto linguistico, laddove è presente una crescente domanda di lingua italiana, “mancano le strutture necessarie – continua Narducci – ma, a tal proposito, bisogna sottolineare il contributo di auto-promozione fornito dai nostri connazionali o discendenti all’estero, portatori di un patrimonio che hanno bisogno di diffondere nei Paesi dove risiedono, costruendo Scuole e Istituti dedicate allo studio della lingua, degli usi e dei costumi del Paese d’origine”. Dello stesso avviso il segretario Mantini:“Bisogna rafforzare le strategie di comunicazione, che siano di livello culturale, tecnologico, plurilinguistico o di tele-comunicazione, in virtù del contesto politico costituzionale del nostro Paese che si avvia, anche per la posizione geografica che ricopre, verso un’Unione del Mediterraneo che – spiega Mantini – ha bisogno di realizzarsi attraverso alcuni punti: coinvolgimento del Paesi del sud a livello decisionale; incremento degli incontri per rendere più fitta la collaborazione fra i Paesi; maggiore intesa fra attori ed enti privati”. (SEGUE)