Roma, 11 giu – “La distribuzione territoriale dell’astensionismo appare in leggera controtendenza rispetto alle caratteristiche tipiche del fenomeno degli ultimi anni. Si è soliti, infatti, riscontrare una certa differenza tra regioni del Nord e del Centro Italia, in cui – tradizionalmente – la percentuale di votanti supera la media nazionale, e regioni del Sud Italia, in cui – al contrario – il numero di elettori che si reca alle urne è solitamente inferiore alla media nazionale. Detto altrimenti, negli ultimi anni, gli elettori del Meridione tendono a partecipare meno di quelli del resto d’Italia. Ebbene, in occasione delle comunali del 10 giugno, tale tendenza non sembrerebbe riscontrabile nei dati”. Lo rileva un’analisi dell’Istituto Cattaneo sulla partecipazione elettorale in occasione delle elezioni comunali del 10 giugno, quando poco meno di 7 milioni di elettori italiani sono stati chiamati alle urne per eleggere i sindaci di 760 comuni, tra i quali 109 comuni superiori (ovvero, con più di 15.000 abitanti), di cui 20 capoluoghi di provincia. “Dei nove comuni capoluogo in cui la partecipazione elettorale supera il 60% (nell’ordine, da quello a maggiore partecipazione a quello a minore partecipazione: Avellino, Teramo, Barletta, Messina, Siena, Imperia, Viterbo, Massa e Brindisi), quattro sono del Sud – Avellino (71,2%), Barletta (66,1%), Messina (65,0%) e Brindisi (60,7%) – due del centro – Teramo (67,2%) e Viterbo (62,7%) – e soltanto tre tra la cosiddetta “Zona rossa” – Siena (63,1%) e Massa (62,4%) – e il Nord Italia, con la sola Imperia al 62,8% di partecipazione elettorale – continua l’analisi -. In altre parole, l’astensionismo parrebbe risultare (leggermente) meno pronunciato proprio nel Mezzogiorno”. (Red)