Roma, 13 giu – Dal 2015, rileva l’Istat nel Bilancio Demografico, il nostro Paese è entrato in una fase di declino demografico. Anche nel 2017, come nei due anni precedenti, il consistente saldo naturale negativo, unito a un saldo migratorio positivo ma più contenuto rispetto al passato decennio, ha portato al decremento della popolazione.
Complessivamente, la variazione della popolazione è stata determinata dalla somma delle seguenti voci di bilancio: il saldo negativo del movimento naturale, pari a -190.910 unità; il saldo positivo del movimento migratorio con l’estero, pari a 188.330; il saldo per altri motivi e per movimento interno, pari a -102.892 unità.
Tra “gli altri motivi” di iscrizione o cancellazione, i casi più frequenti sono determinati da: iscrizioni per ricomparsa di persone già cancellate per irreperibilità, iscrizioni in ripristino di persone cancellate in base alla legge sull’iscrizione in tempo reale, cancellazioni per irreperibilità, cancellazioni per scadenza del permesso di soggiorno.
La diminuzione della popolazione è imputabile alla flessione del numero di cittadini italiani (-202.884 residenti), solo parzialmente compensata dall’acquisizione della cittadinanza italiana di una parte della componente straniera (+147 mila) .
Analizzando il bilancio per le due componenti di popolazione residente, italiana e straniera, si osserva che i saldi del movimento naturale e migratorio sono sempre negativi per i residenti con cittadinanza italiana e positivi per quelli con cittadinanza straniera. Il saldo naturale negativo dei soli italiani (-251.537) è solo in parte mitigato dal saldo naturale positivo della popolazione straniera residente (+60.627).
Anche per quanto riguarda il saldo migratorio estero, quello dei cittadini italiani fa registrare una perdita di 72.190 residenti, mentre il saldo dei cittadini stranieri mostra un guadagno di 260.520 unità. (red)