Roma, 13 giu – In diminuzione il numero di nuovi cittadini italiani: nel 2017, rileva l’Istat nel Bilancio Demografico, sono meno di 147 mila, 30 ogni mille stranieri, con un decremento rispetto al 2016 di 38 punti percentuali. Si tratta in ogni caso di un dato consistente, il terzo più elevato dopo quelli del 2016 e 2015. Nel conteggio sono comprese le acquisizioni e i riconoscimenti della cittadinanza per matrimonio, naturalizzazione, trasmissione automatica al minore convivente da parte del genitore straniero divenuto cittadino italiano, per elezione da parte dei 18enni regolarmente residenti ininterrottamente dalla nascita, per ius sanguinis di cittadini con avo italiano.
La diminuzione registrata nel 2017 si manifesta dopo il trend di forte crescita degli ultimi anni. È possibile che questo calo sia dovuto ad una riduzione della platea degli aventi diritto. Tuttavia è anche possibile che su questo dato abbia influito una modifica della modalità di presentazione della domanda di acquisizione della cittadinanza italiana, introdotta nel 2015, ma i cui effetti possono manifestarsi solo due anni dopo, dati i tempi tecnici di espletamento delle pratiche amministrative.
Le prime analisi sulla distribuzione per cittadinanza di origine ed età dei cittadini stranieri divenuti italiani nel 2017 (dati provvisori) confermano che si tratta per lo più di appartenenti a collettività di antico insediamento in Italia, ad uno stadio del processo migratorio che probabilmente in molti casi ha visto ricongiungimenti familiari o formazione di nuove famiglie. Oltre un terzo delle acquisizioni di cittadinanza italiana ha infatti interessato minorenni: si tratta dei figli conviventi con genitore naturalizzato italiano, divenuti a loro volta italiani per trasmissione automatica della cittadinanza . Tra i nuovi cittadini italiani si registra un sostanziale equilibrio tra i generi, con una modesta prevalenza femminile in tutte le regioni tranne che nel Nord-est.
(red)