San Paolo, 11 lug – Andrea Lanzi, del Forum Democratico del Pd in Brasile, scrive che “giovedì 3 luglio il sottosegretario del Ministero degli esteri con delega per gli italiani nel mondo e la cultura ha incontrato a San Paolo l’Intercomites del Brasile, la stampa di emigrazione e, soprattutto, la collettività rappresentata da alcune centinaia di persone, che hanno riempito il salone del Comites. Nell’introdurre il dibattito e nel replicare ai numerosi interventi il sottosegretario ha evitato qualsiasi polemica, ha salutato l’ex senatore del centro sinistra e l’attuale deputato -rispettivamente Edoardo Pollastri e Fabio Porta, presenti e intervenuti nella discussione-, ha più volte richiamato la necessità di affrontare i problemi coinvolgendo tutti i Comites e tutti gli eletti all’estero; rispetto allo stile “Allarmi siam fascisti” di Tremaglia è già un passo avanti”. Lanzi riporta però anche “alcuni esempi delle affermazioni ambigue del sottosegretario, in bilico fra una apertura autentica al confronto con la comunità all’estero e con l’opposizione e lo “stile vasellina”, che quando lo scopri ti ha già fatto del male. Sulle elezioni dei Comites alla normale scadenza del marzo 2009 ha risposto che le elezioni si faranno, ma ha invitato a riflettere sull’opportunità di questa scelta visto l’appuntamento elettorale europeo e la necessità di una riforma dei Comites e del Cgie – spiega – Sull’attuale legislazione riguardante il riconoscimento della cittadinanza italiana ha affermato che la legge sarà applicata, aggiungendo che si stanno discutendo modifiche insieme al tema degli stranieri residenti legalmente in Italia, a cui va ugualmente riconosciuta la cittadinanza. Sui tagli di 5 milioni di euro sul capitolo assistenza ai connazionali indigenti ha riconosciuto l’esigenza di ripristinare tali risorse per i prossimi anni, impegnandosi per il 2008 a non diminuire i livelli di servizio forniti nel 2007; e qui il temuto “stile vasellina” diventa più di una preoccupazione; se il precedente governo aveva incrementato i fondi, la motivazione era che gli stessi erano insufficienti; se l’attuale governo taglia 5 milioni di euro è perché considera la condizione materiale della parte meno protetta della comunità italiana un tema meno importante di altri: è una scelta legittima ma su cui si ha il dovere di essere chiari. Su questa tematica delle tutele assistenziali l’istituzione dell’assegno di solidarietà diventa um importante banco di prova per il governo”.
(Sis)