Roma, 14 giu – “Ho capito solo alla mia età quella famosa frase di Picasso: ‘Io non cerco, trovo’. Non riuscivo a comprenderne il significato. Oggi, invece, usando il piombo nel mio panneggio, che si avvale di linee rette e non è quindi un panneggio vero, realistico, come nei pittori del ‘500, mi sono reso conto di creare. E ho scoperto il significato di quella frase magnifica”. Così l’82enne artista milanese Umberto Mariani parla della sua mostra “Frammenti di Bisanzio”, organizzata da “Il Vittoriale degli Italiani” di Giordano Bruno Guerri, al Museo Nazionale di Ravenna fino al 17 giugno. I suoi panneggi sono realizzati in piombo, e il piombo, nell’alchimia, ha un significato ben preciso: è il metallo di Saturno, della notte, l’opposto dell’oro. Il piombo contiene un pensiero non espresso che l’artista, diventato una sorta di sacerdote, cerca di evocare: la verità delle cose, sembra dirci, non si fa conoscere attraverso il linguaggio ma solo attraverso l’esperienza. E Umberto Mariani predilige l’esperienza artistica. Spiega ancora: “Ho trovato il mio panneggio assimilabile a quello bizantino. Per questo ho intitolato la mostra così. È un panneggio stilizzato, geometrizzato ma allo stesso tempo plastico. Le mie pieghe non hanno nulla di veristico e di reale, si avvolgono di forme e significati simbolici. Il panneggio è parte integrante della storia dell’arte, è sempre stato presente. Dai Greci fino alla fine del ‘700 e poi con me. Chi non ricorda il panneggio mosso dal vento della Nike di Samotracia?”. Sono 50 le opere esposte a Ravenna e le sculture e i frammenti marmorei del museo fanno da contraltare alle opere “panneggiate” di Mariani. (red)