Roma, 14 giu – Il Programma di borse di studio Fulbright è nato alla fine della seconda guerra mondiale e da allora rappresenta un elemento fondante delle relazioni fra Stati Uniti e Italia. Dal 1948 – anno in cui l’Italia ha aderito al programma – ad oggi oltre 10mila borsisti hanno varcato l’Atlantico: grandi nomi della scienza, dell’economia, della letteratura, delle arti, che all’inizio della loro carriera hanno usufruito delle borse di studio Fulbright. Settant’anni di successi, festeggiati oggi alla Farnesina con un “evento importante”, commenta Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del Sistema Paese della Farnesina, perché il programma Fulbright è stato “un apripista all’internalizzazione del sistema universitario italiano”. “Sappiamo quanto sono importanti gli studi nella vita e nella formazione di ciascuno di noi. Non bisogna porsi dei limiti nello studio e nelle proprie aspirazioni”, ha commentato il neoministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, intervenendo alla sua prima conferenza “in casa”. Si tratta di “elementi essenziali che danno un significato profondo anche al sistema Fulbright, che nutre generazioni di studenti in tutto il mondo – ha proseguito Moavero Milanesi -. Sono 10mila i giovani passati attraverso questo sistema, diventati dei veri e propri ‘ambasciatori’ della nostra metodologia di lavoro”. Il sistema di borse di studio Fulbright offre “chance uniche di poter studiare in università prestigiose degli Usa, di consolidare legami di amicizia, identità di vedute e posizionamento internazionale che il nostro paese ha sempre avuto con gli Usa”, ha proseguito il capo della diplomazia italiana sottolineando “l’importanza della competenza: se abbiamo a che fare con persone competenti, abbiamo la garanzia di un rapporto efficace e la possibilità di raggiungere risultati positivi”. (BIG ITALY / SEGUE)