Roma, 14 giu – Cantone, che definisce la corruzione un “male assoluto”, non chiede nuovi poteri e funzioni per l’Anac “ma che sia piuttosto messa in condizioni di poter svolgere quelle attribuite”. “Da parte nostra, comunque, continueremo a lavorare con il massimo impegno fino al 2020, quando questo Consiglio terminerà il suo mandato, per far sì che la prevenzione si imponga, diventando un indispensabile strumento di efficienza del sistema e non un intralcio burocratico”. Ad ascoltare la relazione di Cantone c’era buona parte del governo, dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte (che prima della Relazione ha avuto un incontro in Senato con Cantone) ai ministri Bonafede, Bongiorno, Toninelli e Lezzi, nonché la sindaca di Roma Virginia Raggi. A margine dell’evento, Cantone è intervenuto sull’inchiesta legata al nuovo stadio della Roma, sottolineando come l’ordinanza del Gip metta “in evidenza con chiarezza quello che può essere il ruolo di associazioni e fondazioni nel finanziamento della politica, è un ‘trattato’ di come vengono gestiti certi affari”. Per il premier Conte, intercettato dai giornalisti all’uscita del Senato, non c’è però alcun caso Roma ma “esiste in Italia un caso corruzione, su cui dobbiamo stare sempre attenti e dobbiamo lavorare noi regolatori, le autorità ovviamente come l’Anac e l’autorità giudiziaria, ognuno nell’ambito delle sue competenze”. Conte ha particolarmente apprezzato nella relazione di Cantone il “richiamo sulla necessità di un intervento regolatorio che vada a contrastare e prevenire la corruzione in quelle zone opache, dove si annida l’operato delle lobby e delle fondazioni collegate alla politica”. (Roc)