Roma, 14 giu – Una decisione meditata attentamente, l’ha definita il governatore della Bce Mario Draghi. Il quantitative easing – il programma di acquisto dei titoli di Stato lanciato nel 2015 dalla Banca centrale europea – si ridurrà da ottobre a dicembre per poi arrivare a quota zero a gennaio, secondo quanto stabilito dal Consiglio direttivo dell’Eurotower in trasferta a Riga. Ma il Qe, precisa Draghi, non sparirà restando uno strumento di politica monetaria della Bce da utilizzare in determinati frangenti. La Banca centrale europea è sempre pronta ad aggiustare il tiro, a “rivedere i propri strumenti di politica monetaria” assicura il governatore, secondo il quale per una ripresa sostenuta dall’inflazione occorre un “significativo stimolo monetario”. L’istituto di Francoforte ha deciso inoltre oggi di lasciare invariati i tassi di interesse e ha rivisto al rialzo l’inflazione nella zona euro all’1,7%, sia per il 2018 che per il 2019. Interpellato poi sulla crisi politica italiana e sulle conseguenze sui mercati verificatesi in particolare nel mese di maggio, Draghi ha invitato a “non drammatizzare” le scelte politiche compiute in Italia o negli altri Paesi, sottolineando però l’irreversibilità dell’euro. (SEGUE)