Roma, 14 giu – Una decisione, quella proveniente da Riga, che naturalmente avrà effetti sensibili per la politica italiana. “Oggi si conclude definitivamente l’era delle politiche monetarie non convenzionali, adottate da Mario Draghi per salvare l’euro dopo la grande crisi del 2008 – afferma il deputato di Forza Italia Renato Brunetta – Politiche dalle quali l’Italia ha beneficiato enormemente, permettendole di vivere un lungo periodo di bassi rendimenti sui titoli di Stato e di bassi spread con i titoli tedeschi (al netto della bolla speculativa del 2011-2012). Da oggi, l’Italia dovrà quindi camminare esclusivamente con le proprie gambe, senza più contare sul paracadute della Bce. Ora più che mai, è opportuno ricordare il monito da sempre lanciato da Draghi, quando invitava gli Stati membri a mantenere la barra a dritta sulle riforme strutturali e sull’equilibrio dei conti pubblici, avvertendo che la bonaccia monetaria non sarebbe durata all’infinito. Sarebbe quindi necessario che anche il nuovo Governo prendesse atto del mutato scenario monetario e si impegnasse il più possibile a ridurre deficit e debito pubblico, anziché promettere politiche di bilancio lassiste (nel senso della spesa assistenziale) che, alla luce di quanto deciso oggi, rischiano di provocare effetti molto negativi sulla credibilità della nostra politica economica e quindi sui rendimenti dei nostri Btp e sullo spread”. “I paesi sono preparati a questa decisione. Voglio sottolineare che negli ultimi anni il ministero dell’Economia e Finanze e il Tesoro hanno fatto una politica tale per cui, anche se ci sarà un rialzo dei tassi di interesse, gli oneri per il debito pubblico non si ripercuoteranno immediatamente sulle finanze pubbliche a patto che le finanze pubbliche siano mantenute in ordine e si continui il consolidamento fiscale” sottolinea a Radio Radicale l’ex ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. (Roc)