“Il tema è la presa in carico del problema a livello Ue. Il caso della nave Aquarius e l’intervento della Spagna rappresentano un primo segnale importante che il governo italiano ha accolto con soddisfazione e con la speranza concreta che si apra una stagione europea di vera condivisione dell’emergenza. Il tema non è la chiusura dei nostri porti, ma l’apertura dei porti degli altri. La Guardia Costiera, che risponde al mio ministero e che compie un lavoro enorme, non può essere lasciata pressoché sola in questo sforzo immane”. Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, in una intervista al Messaggero. E ribadisce: “La mossa della Spagna deve essere l’inizio di una nuova era. Guardi che ho i dati sui salvataggi di quest’anno, fino al 17 giugno. Su 189 imbarcazioni soccorse, sa in quanti casi è intervenuta Frontex? Soltanto otto. Ma il problema vero non è nemmeno questo: bisogna evitare che Frontex raccolga i naufraghi e li porti, comunque, tutti in Italia”. Non manca un passaggio dedicato alla vicenda dello stadio della Roma: “Abbiamo ereditato un progetto monstre dalle amministrazioni precedenti che non potevamo cancellare, ma solo migliorare in modo netto. Come ha spiegato la sindaca Raggi, ora bisogna fare un passaggio di verifica sulla regolarità degli atti amministrativi. Una due diligence dell’iter che riguarda sia le infrastrutture che la viabilità di servizio all’impianto. Solo così potremo ragionare sull’eventuale ripartenza”. Quindi un accenno allo scottante tema dei finanziamenti ai partiti: “La mia formazione politica, che accetta solo micro-donazioni dai cittadini, sta chiedendo con ancora più forza un’operazione di trasparenza che coinvolga non solo i partiti, ma anche le fondazioni ed essi legate. Noi non abbiamo nulla da nascondere, questa è una battaglia che portiamo avanti da anni”. Il ministro evidenzia quindi che per il codice sugli appalti “esistono ancora grandi margini di semplificazione. E questa è una sfida fondamentale, perché spesso, al di là dell’aspetto etico, la corruzione si annida nell’eccessiva complessità delle norme e delle procedure”. Infine il nodo delle infrastruttrure, Tav su tutte: “Ci sono tanti dossier da analizzare, uno per uno. Ci stiamo lavorando e in qualche settimana daremo le prime risposte. L’Italia ha bisogno di essere meglio connessa al suo interno e verso l’estero, questo non si discute. Ma ci sono infrastrutture che stanno costando troppo in termini economici e ambientali, opere per le quali il gioco non vale la candela. Si tratta quindi di valutarle con attenzione, tenendo in considerazione anche eventuali alternative più sostenibili”. Ribadisce poi l’impegno sulla “cura del ferro”: “Certamente, soprattutto al Sud. La multimodalità, lo sottolineo, è un valore. E il traffico su gomma pesa troppo in Italia, condizionando negativamente anche chi su gomma lavora. Il ferro, poi, non va visto in contrapposizione all’asfalto, l’alternativa tra le due modalità deve e può diventare integrazione”. Infine indica le grandi sfide di prospettiva del suo mandato: “Mobilità più sostenibile e condivisa. Valorizzazione, appunto, dell’intermodalità e nondimeno dell’integrazione tra economia e trasporti, con una forte attenzione al paesaggio e alle bellezze del Paese. Senza dimenticare la valorizzazione razionale del nostro sistema portuale e aeroportuale. L’Italia è il Paese più bello del mondo: deve essere raggiungibile in ogni sua parte, mantenendo intatte le sue meraviglie”. (19 giu – red)
