Roma, 17 giu – “La Lega non ha mai partecipato a nessuna delle 22 riunioni di negoziato svolte in due anni di lavori sulla riforma. A nessuna. L’attuale ministro della famiglia Lorenzo Fontana non si è mai presentato neppure a difendere emendamenti firmati da lui”. Lo sostiene, in una intervista a Il Fatto, Elly Schlein, europarlamentare italiana del gruppo socialista, eletta con il Pd e fuoriuscita con Pippo Civati per aderire a Possibile. Schlein spiega che il regolamento di Dublino “ha introdotto un criterio ipocrita capace di lasciare responsabilità quasi esclusive ai Paesi di frontiera” ma “a novembre 2017 è avvenuto un fatto storico: abbiamo fatto approvare a due terzi dell’Europarlamento una riforma capace di cancellare l’assurdità per cui il Paese di primo approdo, il porto sicuro, deve seguire tutto l’iter necessario alla verifica e al conferimento della protezione internazionale. L’iter burocratico attuale prende fino a due anni anche per i ricongiungimenti familiari: abbiamo inserito una procedura accelerata di ricollocamento. E, inoltre, sarebbe introdotto un principio per cui chi viola il sistema di quote subirà conseguenze sui fondi strutturali europei”. L’eurodeputata sottolinea inoltre che hanno votato contro questo provvedimento “i conservatori, le destre lepeniste e i Cinque stelle. La Lega di Salvini si è astenuta”. (UE / PO / Sab)