Roma, 19 giu – “La Giornata Mondiale del Rifugiato, promossa dalle Nazioni Unite, cade quest’anno in un momento di profonda tristezza e preoccupazione per quanto vediamo accadere attorno a noi. Non mi riferisco alla giusta richiesta perché l’ingresso dei migranti avvenga in modo legale e responsabile, e perché di esso si faccia carico l’Europa nel suo insieme, ma al moltiplicarsi di parole e gesti di odio, di disprezzo o di scherno verso uomini, donne, bambini in fuga dalla guerra e da situazioni di morte, persone che spesso hanno subito torture, violenze, visto morire persone care, come molte di quelle che erano sulla nave Aquarius”. Così Don Gianni De Robertis, Direttore Generale della Fondazione Migrantes. “Ha fatto male vedere al porto di Valencia ad attenderli, accanto a molti che erano andati per un gesto di benvenuto, anche altri con striscioni che recitavano: ‘Non vogliamo i migranti. Andatevene’. Eppure coloro che arrivano sulle nostre coste (poche decine di migliaia di persone) non sono un numero ingestibile se paragonato alle dimensioni dell’Europa, e ancor meno se confrontato con il numero dei rifugiati nel mondo (oltre 22 milioni, e 68 milioni di migranti forzati), quasi tutti accolti in Paesi molto poveri, quelli limitrofi alle zone di guerra, guerre di cui nessuno di noi può dirsi del tutto innocente – ha detto De Robertis -. Oggi vogliamo ripetere ai tanti che continuano a credere in una umanità più fraterna e solidale, quella che il Signore ci ha insegnato, le parole pronunciate da un profeta del nostro tempo: “In piedi, costruttori di pace!”, non lasciamoci contagiare dall’indifferenza e dal rifiuto”. (Red)