Roma, 19 giu – Quali correttivi introdurre e quando farlo? “Lo chiederemo a una commissione di esperti che si metterà subito al lavoro, per individuare i punti deboli del sistema partendo dall’analisi di come i fondi sono stato utilizzati – annuncia Bonisoli -. Il metodo che voglio applicare è quello delle riforme ‘dal basso’, raccogliendo i punti di vista e ascoltando le esigenze di tutte le persone coinvolte. I protagonisti in questo progetto, infatti, saranno i ragazzi e le ragazze. In questo modo la commissione sarà in grado di proporre modifiche dei modi con cui i fondi vengono distribuiti e prevedere azioni strutturali che creino la ‘fame di cultura’, coinvolgendo ampie fasce d’età, non solo i 18enni, con l’obiettivo che i fondi siano sfruttati a pieno e utilizzati al meglio”. Il titolare del Collegio romano torna poi sul parere del Consiglio di Stato, che venerdì scorso ha bloccato la proroga del Bonus Cultura per il 2018-2019, “a causa di errori – a detta di Bonisoli – compiuti dal precedente Governo. In altre parole, questo significa che il Bonus Cultura 2018 – quello che mi si accusa di voler eliminare – rischia di sparire a causa dell’incapacità di chi mi ha preceduto. E’ ironico che gli stessi politici, che mi accusano di non voler rifinanziare il Bonus cultura ai 18enni, hanno creduto a tal punto in questa misura che non sono stati in grado o non hanno voluto rifinanziarla. In pratica da una parte sostengono, a voce, la 18App, dall’altra la cancellano. Al di là di questo aspetto singolare, le critiche che ho mosso alla 18App significano che, per noi, la cultura non è una mancetta elettorale, al contrario: la cultura è investimento”. (SEGUE)