Roma, 20 giu – Sulla base dei dati della precipitazione totale media annua delle stazioni oggetto di analisi, vengono calcolate per ciascun anno le differenze dal valore climatico 1971-2000 (pari a 765,8 mm). La serie storica 1971-2016 delle anomalie evidenzia la variabilità del fenomeno osservato. Dalla seconda metà degli anni ‘90 le anomalie diventano più pronunciate, aumentando l’ampiezza delle fluttuazioni intorno al valore climatico, con una prevalenza di quelle negative. Negli anni dal 2002 al 2016, crescendo la variabilità delle anomalie, sono presenti, allo stesso tempo, gli anni più piovosi e quelli meno piovosi dal 1971. Inoltre tutti i capoluoghi ad eccezione di Ancona, Catanzaro, Bologna e Campobasso, mostrano un aumento della variabilità degli scostamenti del periodo esaminato rispetto a quella del periodo climatico. Lo si legge in un focus dell’Istat. Per quanto riguarda le anomalie positive, la più elevata si registra nel 2010 (+264 mm) che, con una precipitazione totale media annua pari a circa 1.030 mm, risulta l’anno più piovoso dal 1971.
Tutti i capoluoghi di regione – ad eccezione di Bolzano – hanno segnato anomalie positive, con in testa Napoli (+558 mm), seguita da Perugia (+482 mm). I livelli di precipitazione annua più alti si sono registrati a Napoli, Catanzaro e Trento, pari quasi al doppio del valore climatico. (SEGUE)