Roma, 16 lug – La Garavini ha concluso utilizzando l’esperienza della sinistra nel paese in cui vive, la Germania appunto, per parlare delle recenti discussione sulla leadership. Un paese dove “tre grandi cancellieri hanno perso delle elezioni prima di vincere. Schröder ne ha perso una prima di diventare cancelliere, Kohl idem e il più grande dei cancellieri tedeschi, Willy Brandt, addirittura ha perso due elezioni prima di diventare capo del governo. Non vorrei che Veltroni prendesse proprio questo come esempio. Ma vorrei dire che lo sguardo oltre “l’orto italiano” insegna che in politica la fermezza, anche la fermezza nella scelta della propria classe dirigente, è una scelta che paga. Conta il leader, conta l’unità, conta soprattutto, come ho detto prima, una politica che si occupa dei problemi degli italiani. Per questo serve un partito che sia presente sul territorio, fra la gente, un partito che ascolta, parla, capisce. Noi siamo un partito democratico. Il nostro essere democratico si deve esprimere anche nel dare la possibilità agli elettori di scegliere direttamente il loro candidato. La democrazia diretta, il rapporto diretto fra elettore e candidato è nel dna del nostro partito. Qua non possiamo fare dei compromessi”.
(Sis/Dpo)