Roma, 16 lug – La fase di espansione sostenuta che ha caratterizzato l’economia mondiale negli ultimi anni si è prolungata anche nel 2007, con un tasso del 3,7 per cento, appena inferiore a quello del 2008. Le prospettive per l’anno in corso sono diventate molto incerte in quanto la crescita si è mantenuta forte nelle aree emergenti, ma nei paesi avanzati ha mostrato segni di decelerazione più intensi negli ultimi mesi, combinandosi con una ripresa generalizzata dell’inflazione. E’ questa l’immagine dell’export riflessa dal rapporto Ice 2007-2008 presentato oggi. In questo contesto, la crescita dell’economia italiana ha subito un leggero rallentamento nel 2007, attestandosi all’1,5 per cento, ed è rimasta inferiore alla media dell’area dell’euro (2,6 per cento), confermando la rilevanza dei problemi strutturali che da molto tempo la frenano. La decelerazione è stata particolarmente forte negli investimenti, mentre le esportazioni nette hanno fornito anche quest’anno un lieve contributo positivo. Il disavanzo corrente della bilancia dei pagamenti si è ridimensionato, scendendo al 2,4 per cento del PIL. Anche le esportazioni di beni e servizi sono aumentate meno dell’anno precedente: il tasso di crescita delle quantità è passato dal 6,2 al 5 per cento, come risultato di un forte rallentamento nei servizi. La crescita quantitativa delle esportazioni, frenata dal rallentamento della domanda estera, è risultata comunque inferiore sia all’aumento del commercio mondiale di beni e servizi (6,8 per cento), sia a quello delle esportazioni dell’area dell’euro (6 per cento), anche se il divario si è attenuato rispetto agli ultimi anni. Tuttavia, misurata a prezzi correnti, la quota dell’Italia sulle esportazioni mondiali di merci è aumentata leggermente nel 2007 (dal 3,5 al 3,6 per cento), interrompendo la tendenza declinante in corso da molti anni.
(SEGUE)