Roma, 21 giu – Si chiama EXCornsEED ed è coordinato dalla Univesità La Sapienza di Roma. È il nuovo progetto che include 13 partner provenienti da 8 paesi europei (Italia, Slovacchia, Romania, Spagna, Belgio, Svizzera, Germania e Paesi Bassi), appena finanziato con oltre 4,2 milioni di euro dalla BBI (Bio-Based Industries Joint Undertaking), il partenariato pubblico-privato, con protagonisti la Commissione europea e le principali industrie europee legate alla bioeconomia. Per tre anni e mezzo – questa la durata complessiva prevista – una task force di competenze scientifiche collaborerà con imprese già attive nel settore, mettendo a punto tecniche ad hoc per recuperare gli scarti generati dalla lavorazione delle bioraffinerie. Il meeting di lancio del progetto “EXCornsEED – Separation, fractionation and isolation of biologically active natural substances from corn oil and other side stream” si è svolto a Roma, alla presenza di rappresentanti degli 8 paesi coinvolti. Per La Sapienza saranno tre i dipartimenti in campo, quello di Ingegneria chimica materiali ambiente, di Chimica e tecnologie del farmaco e Scienze biochimiche. L’attività dei ricercatori si concentrerà sugli impianti dedicati alla produzione di biocombustibili, una filiera che parte da varie fonti rinnovabili, tra cui il mais e la colza, per la produzione di biodiesel e bioetanolo, lasciando resti ricchi di composti di potenziale valore. Qui si inseriscono le nuove tecnologie e le procedure di frazionamento che consentiranno di ricavare diversi composti da inserire nel ciclo produttivo delle industrie cosmetiche e alimentari, mettendo a frutto quanto altrimenti destinato ad essere impiegato – in modo assai poco redditizio – come concime. (SEGUE)