Roma, 21 giu – “Nel frattempo – continua Salvini – visto che le motovedette libiche erano impegnate in questo intervento, che è stato reso impossibile dall’arroganza e dall’imprudenza di questi pseudovolontari, a ovest della Libia sono stati segnalati altri due gommoni con altri disperati a bordo, che hanno chiamato la Guardia costiera italiana. Sono a 18 miglia dalla Libia e al confine con la Tunisia, non si capisce perché debba intervenire la nostra Guardia costiera, quindi abbiamo scritto chiedendo l’intervento delle autorità tunisine. Intervengano i tunisini o i maltesi che sono più vicini alle coste libiche rispetto agli italiani”. Il ministro dell’Interno sottolinea inoltre che “la generosità a parole e chiacchiere non ci serve. Il premier Conte ha il mandato mio ad andare in Europa a ricontrattare le regole che ci stanno danneggiando ma per fessi non ci passiamo più”. Sulla vicenda Lifeline interviene anche il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli, sottolineando come la nave abbia agito “fuori da ogni regola, fuori dal diritto internazionale”, “non abbiamo nulla contro le Ong ma siamo e continuiamo ad essere per il rispetto della legalità. Soprattutto quando si parla di vite umane”. Il ministro rivela di aver chiesto alla Guardia Costiera italiana di “avviare un’indagine di bandiera per verificare l’effettiva corrispondenza tra il vessillo battuto dalla nave e l’appartenenza a quella stessa nazionalità”. (Roc)