Roma, 22 giu – “Le imminenti riunioni dell’UE a Bruxelles su asilo e immigrazione giungono tre anni dopo la crisi del Mediterraneo, quando oltre un milione di persone disperate hanno attraversato il mare dirette in Europa. Nonostante il numero di persone in arrivo via mare sia oggi calato drasticamente, gli effetti di quei flussi continuano a riverberarsi a livello politico e nella tendenza ad approcci unilaterali e restrittivi che da allora alcuni Paesi europei hanno perseguito nei confronti dei rifugiati e dei migranti. È arrivato il momento di cambiare le cose per il meglio. E oggi esorto gli Stati europei a cogliere questa opportunità per trovare un approccio nuovo e unito che risponda alle esigenze condivise di tutti i Paesi di essere in grado di gestire i loro confini e le loro politiche migratorie e nello stesso tempo rispettare gli standard europei e internazionali in materia di asilo, che sono scaturiti dalla seconda guerra mondiale”. Così in una nota dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi. “Questo è possibile. Ma coerenza e unità sono mancate nell’approccio dell’Europa e per troppo tempo – prosegue – Paesi legati da geografia, culture e valori si sono trovati divisi sull’asilo e sulla questione di come proteggere le persone in fuga da persecuzioni, conflitti e guerre. Questo è culminato nel recente incidente dell’Aquarius, quando ad una nave che trasportava circa 600 persone soccorse in mare è stato negato il permesso di attraccare per diversi giorni. Tali eventi mettono a rischio vite e norme internazionali di soccorso in mare e non dovrebbero mai accadere”. (SEGUE)