Multe alle imprese che lasciano l’Italia dopo aver ricevuto un sostegno pubblico, aggiornamento del redditometro, stop alla pubblicità per i giochi e allo split payment per i professionisti. Sono queste alcune delle modifiche presenti nell’ultima bozza del cosiddetto dl dignità. Che prevede una forte penalizzazione per le imprese che delocalizzano: “le imprese italiane ed estere operanti nel territorio nazionale che abbiano beneficiato di un aiuto di Stato che prevede l’effettuazione di investimenti produttivi ai fini dell’attribuzione del beneficio decadono dal beneficio medesimo qualora l’attività economica venga delocalizzata in altro Stato entro cinque anni dalla data di conclusione dell’iniziativa agevolata” recita la bozza: “la sanzione consiste nel pagamento di una somma in misura da due a quattro volte l’importo dell’aiuto fruito”. Va detto che in una bozza precedente gli anni di tempo previsti erano 10 anziché 5. Per quanto riguarda il redditometro, si punta a migliorare lo strumento di accertamento del reddito delle persone fisiche per contrastare maggiormente l’evasione fiscale: il ministero dell’Economia potrà emanare il decreto che individua gli elementi indicativi di capacità contributiva dopo aver sentito l’Istat e le associazioni maggiormente rappresentative dei consumatori. Il dl dignità prevede anche il divieto di ogni forma di pubblicità relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro: sono escluse però le lotterie nazionali come la Lotteria Italia e i giochi garantiti dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Il dl dignità segnerà anche la fine dello split payment “per le prestazioni di servizi rese alle P.a i cui compensi sono assoggettati a ritenute alla fonte a titolo di imposta o a titolo di acconto”.
(Sis)