Roma, 22 lug – L’Ambasciatore Sequi ha sottolineato l’importanza di realizzare l’intervento veicolando i fondi italiani attraverso il Bilancio nazionale afgano, in linea con quanto ribadito dalla recente Conferenza di Parigi. Sequi ha inoltre spiegato come il finanziamento sia inserito all’interno del ‘’pledge’’ italiano alla stessa Conferenza di Parigi e sia quindi da considerarsi una pronta risposta agli impegni presi dal nostro Paese in quell’occasione. Il Ministro dei lavori pubblici afgano si è impegnato a completare la seconda sezione della strada in tre anni dall’inizio dei lavori che si presume debba avvenire nella primavera del 2009. Il tratto tra Bamyan e il Passo Onay, oltre a presentare alcune particolari difficolta’ tecniche come la valle del Panjifilan e il Passo dell’Hajigak , si snoda su un percorso montano compreso tra i 2.500 ed i 3.500 metri. Ciò significa che la possibilità di svolgere lavori è limitata a 7-8 mesi l’anno, ossia tra aprile e novembre. Anche in questa seconda fase operativa ci sarà il sostegno italiano al Ministero dei Lavori Pubblici afgano seguendo il meccanismo già sperimentato con successo per la realizzazione del primo tratto della strada. L’importanza sociale, economica e politica dell’opera è stata sottolineata in varie occasioni dallo stesso presidente Karzai.
(Sis)