Roma, 6 lug – “Siamo in una terra sconosciuta e la sinistra si ritrova senza la pur minima consapevolezza di come e perché si sia arrivati a questo punto”. Antonio Bassolino, intervistato da il Mattino, ha tutta l’amarezza di chi è stato educato a un’altra cultura politica. Quando — ricorda — “dalle sconfitte si imparava più che dalle vittorie”. Oggi l’ex sindaco di Napoli, ex governatore della Campania, non smette di sperare: “Una grande alleanza per l’alternativa che nasca da una riflessione ampia e serrata su quanto accaduto, fondata su una proposta di soluzione della grave questione sociale aperta soprattutto al Sud capace di esaltare una nuova generazione politica e di aprire le contraddizioni soprattutto in forze come il M5S che delle contraddizioni della sinistra ha fatto un elemento di affermazione”. È questo il messaggio all’assemblea nazionale Pd di sabato? “Vorrei che almeno lì si partisse da un’analisi di una fase che consegna il momento di chiusura di un ciclo iniziato nel 1993-1994 e impropriamente definito Seconda Repubblica. Oggi cambia tutto e lo spartiacque è rappresentato dal voto del 4 marzo che vede manifestarsi le crisi parallele del centrosinistra e del centrodestra a egemonia berlusconiana: se il centrosinistra si ritrova diviso e all’opposizione, il centrodestra appare del tutto diverso con la trazione di Salvini e della Lega. Il dato può essere considerato inaspettato in queste dimensioni, eppure non imprevedibile”. (red)