Il governo sta valutando se sospendere o meno il programma in essere di acquisto di F35. Lo ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta in una intervista a Omnibus su La7: “Sicuramente non compreremo nessun altro F35, anche se qualcuno ha scritto il contrario” premette il ministro, parlando del programma di acquisto di aerei militari che il governo ha ereditato da quello precedente e che aveva promesso di sospendere”. Dopodiché “stiamo analizzando tutte le implicazioni del tagliare: se io volessi tagliare il programma a ci sarebbero delle forti penali”. Senza contare che “inoltre intorno agli F35 si crea tutto un indotto di natura tecnologica, di natura di ricerca e anche di natura occupazionale che noi a questo punto taglieremmo. Il mio atteggiamento è di valutare bene il costo del mantenere o del tagliare”. il ministro Trenta valuta l’ipotesi di destinare ulteriori fondi alla difesa europea: “Sarebbe bene riuscire a livello politici allungare il periodo in cui comprare gli F35 per avere più budget da investire in altri progetti europei legati sempre legati alla difesa”. Eppure secondo Giuseppe Civati, di Possibile, “non ci sono penali da pagare per quanto riguarda lo stop all’acquisto degli F-35. La relazione della Corte dei Conti dello scorso anno evidenziava che la ‘partecipazione nazionale al programma non è soggetta a penali contrattuali’ e denunciava soltanto che lo spreco è in fase molto avanzata. Quindi o ha sbagliato la Corte dei Conti o la ministra della Difesa Trenta sta cercando giustificazioni per proseguire il piano”. Senza contare, aggiunge Civati, che “un illustre esponente di M5S, Alessandro di Battista, scriveva l’8 agosto 2017 che ‘i posti di lavoro creato da questo programma sono pochissimi'”.
(Sis)
