Roma, 6 lug – Foreste e alberi in buona salute fanno molto più che fornire legname. Una persona su cinque in tutto il mondo conta su prodotti forestali non legnosi (NWFP) per cibo, reddito e diversità nutrizionale, i pilastri della vita umana. Ciò è particolarmente importante per circa 250 milioni di persone – per lo più in Africa e Asia e tra essi circa il 40% di coloro soffrono di povertà estrema nelle zone rurali – che vivono in aree di savana e foreste “punti caldi per la povertà” in tutte le zone tropicali. Gli studi dimostrano che un gran numero di famiglie in aree tropicali raccolgono alimenti forestali per il proprio consumo, spesso più di quanto producano dall’agricoltura o allevando il bestiame. Anche in un’Europa prospera, una persona su quattro raccoglie cibo direttamente dalle foreste, per esempio frutta e bacche, e ii 90% delle persone acquista questi prodotti. Circa un terzo dei piccoli agricoltori in Africa coltivano alberi sulla propria terra e da essi ricavano circa un sesto del loro reddito lordo in vari modi, oltre a benefici aggiuntivi che vanno dalla fertilità del terreno all’ombra dal sole. A livello globale, le entrate generate da prodotti forestali non legnosi ammontano a 88 miliardi di dollari, ma la cifra reale è probabilmente molto più alta. Una ricerca in Uganda ha rilevato che il valore non in contanti dei prodotti forestali – in questo caso inclusi carbone e materiali da costruzione – era da due a quattro volte superiore per la popolazione locale rispetto al denaro raccolto dalla loro vendita. (SEGUE)