Montreal, 24 lug – Hanno colpito non poco, invece, le immagini e la parole delle protagoniste de “Le invisibili”, storie vere raccontate sul palco di donne pakistane colpite in volto dall’acido perché colpevoli di essersi ribellate a mariti o sposi promessi. Passando agli argomenti e alle problematiche affrontate durante il secondo Congresso, la scarsa partecipazione giovanile nell’attività delle associazioni è sembrato il primo passo da cui ripartire per il futuro, quando genitori e nonni non ci saranno più. E’ anche vero che le associazioni sono ancora troppo legate ai sentimenti di nostalgia e non alle reali esigenze di chi non è emigrato ma discendente e quindi perfettamente integrato e protagonista della vita sociale ed economica del Paese dove è nato. Lo ha auspicato Di Matteo nei suoi saluti dall’Abruzzo ai congressisti di Montreal: tirar fuori quei progetti capaci di aggregare i giovani e interagiscano con la Regione, che prevede fondi per corsi di lingua e cultura italiana, stage, borse di studio universitarie o per master come quello della Moda di Penne, che, grazie a una convenzione col Cram, riserva cinque dei 20 posti a disposizione ad abruzzesi laureati e residenti all’estero. Una prima risposta è stata quella di “arruolare” i giovani attraverso chat, forum e aggiornamento banche dati, del portale Cram o di un progetto tutto nuovo, che i giovani argentini hanno prodotto e fatto approvare. Interessante anche l’idea della giovane consigliere Cram d’Australia Mecoli di aprire in Abruzzo un ostello per la gioventù abruzzese nel mondo, in modo tale che i giovani, senza casa e parenti, possano trovare ospitalità a buon mercato nella loro Regione di origine. (SEGUE)