Roma, 10 lug – No all’isolazionismo, sì ad un europeismo, tanto convinto quanto “consapevole”. Consapevole, dice il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi in audizione in Parlamento. “delle difficoltà che l’Europa sta incontrando”. La premessa, non banale di questi tempi, è che “è difficile immaginare oggi che qualunque Stato possa da solo affrontare il futuro a prescindere dal resto della comunità internazionale, e ciò vale a maggior ragione per l’Italia”. Le sfide internazionali, come quelle di terrorismo, mutamenti climatici e ovviamente immigrazione, vanno affrontate e risolte di concerto con la comunità internazionale (la Ue da una parte, la Nato dall’altra) a patto che l’Italia assuma un ruolo di maggiore protagonismo: “Dobbiamo sviluppare insieme la capacità di avere una visione strategica completa: il nostro è un paese globale e può diventare ulteriormente protagonista a livello mondiale, traducendo le idee in risultati”. Insomma, spiega Moavero, nel nuovo corso della Farnesina “vogliamo mantenere la linea di un europeismo consapevole, consapevole delle difficoltà che ci sono: le divisioni tra gruppi di Stati si stanno accentuando, si trovano accordi attraverso forti compromessi, vedo una asimmetria di un’Europa invasiva su alcuni versanti come l’economia rispetto a un’Europa a lungo silenziosa sull’immigrazione. Tuttavia non vedo soluzioni alternative e sono contrario a forme di isolazionismo: la Gran Bretagna ci dimostra che a volte si sa bene cosa si lascia ma non si sa bene cosa si trova”.
(BIG ITALY / SEGUE)