Roma, 11 lug – L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea. Dopo anni di inseguimento il Belpaese ha superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi. Un successo dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi. È quanto emerge dai dati diffusi da Farmindustria, che oggi in un’assemblea pubblica all’Auditorium Conciliazione di Roma – dal titolo “Incontro al futuro” – ha celebrato i 40 anni delle imprese del farmaco in Italia. La crescita della produzione nel settore negli ultimi 10 anni è stata determinata al 100% dalle esportazioni. L’Italia ha segnato il maggiore incremento dell’export farmaceutico – che, tra l’altro, è anche il più alto di tutti i settori del Paese – tra i Big Ue negli ultimi 10 anni (107% complessivo rispetto a 74%). Un export che è cresciuto dal 1991 al 2017 di 15 volte, passando da 1,3 a 24,8 miliardi. Nella classifica per export dei 119 settori dell’economia in Italia, nel 1991 i medicinali erano al 57° posto, oggi sono al quarto (dopo due settori della meccanica e gli autotrasporti). E nella classifica nazionale per export dei poli tecnologici di tutti i settori, i primi due sono farmaceutici – Lazio e Lombardia – e Toscana e Campania sono rispettivamente al quarto e al settimo posto. La farmaceutica rappresenta inoltre il 55% dell’export hi tech del Paese. Le imprese del farmaco nel 2017 hanno investito 2,8 miliardi (1,5 in ricerca, 1,3 in impianti produttivi). Valore cresciuto del 3% dall’anno precedente e di oltre il 20% dal 2012. Segno “+” è stato registrato anche sul fronte occupazionale. Gli addetti nel 2017 hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. E nell’ultimo triennio le assunzioni sono state 6.000 ogni anno. (BIG ITALY / SEGUE)
