Roma, 12 lug – La chiusura dei corsi di lingua e cultura italiana nella circoscrizione consolare di Londra accende il dibattito tra i parlamentari eletti all’estero. Nella City il Coasit – l’ente gestore che eroga i corsi – ha cessato le attività a seguito di alcune irregolarità di carattere contabile sollevando le polemiche degli organismi di rappresentanza. Alcuni deputati del Pd eletti fuori i confini nazionali (Massimo Ungaro, Angela Schirò, Francesca La Marca, Nicola Carè) hanno presentato nei giorni scorsi un’interrogazione al ministero degli Esteri per denunciare che “il blocco delle attività del Coasit per ragioni di natura finanziaria da verificare dall’autorità competente rimette in discussione il più lungo servizio della comunità italiana in Gran Bretagna”. Una situazione che “sta avendo gravi ripercussioni per alunni, famiglie, insegnanti e ne rischia di avere ancora di più in futuro di ordine sociale e culturale – continuano i deputati nell’interrogazione -, dal momento che gli orientamenti assunti coinvolgono circa 200 corsi, una cinquantina di docenti, 2000 famiglie e poco meno di 5000 studenti”. Un’interrogazione che, secondo il deputato leghista eletto all’estero Simone Billi, è “maliziosa” perché chiede conto a questo esecutivo di “una situazione creatasi nel 2017 durante il precedente governo di centro sinistra. Infatti, i fondi del 2018 per il Coasit sono stati bloccati per gravi irregolarità riscontrate durante la gestione 2017”. (SEGUE)
