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Il mondo invaso
da armi “private”

it@withub.it by it@withub.it
13 Luglio 2018
in Archivio Il Punto, Il punto HP
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(13 luglio 2018) Secondo il censimento “Small Arms Survey” dell’Institut de Hautes Études Internationales e du Développement di Ginevra, ci sono al mondo oltre un miliardo di armi da fuoco  leggere, all’85 percento di proprietà privata.  Globalmente, le armi in mano ai “borghesi” sarebbero passate da 650 milioni nel 2006 a 857  milioni nel 2017. Le armi istituzionali (militari, forze dell’ordine ecc.) sono invece molte di meno. I datiindicano che, nel mondo, quelle sotto il controllo militare sarebbero 133 milioni e le armi leggere delle varie forze dell’ordine 22,7 milioni.  “Il possesso da parte dei civili appare globalmente in crescita”, secondo il Survey, “nei soli Stati Uniti i privati hanno acquistato almeno 122 milioni di armi da fuoco nuove o importate nel periodo 2006-17”.

Negli Usa, che hanno visto un forte declino della criminalità violenta negli ultimi 25 anni – passando dai 747 crimini con violenza per 100mila abitanti nel 1993 ai 387 nel 2016 – le forze dell’ordine dispongono di1.016.000 armi leggere di fronte a una popolazione che ne detiene invece 393.300.000. I militari  Usa ne controllano altre per circa 4,5 milioni.  Tutte queste statistiche sono peraltro viziate dall’enorme produzione “informale” delle cosiddette “craft guns” artigianali. L’India ne produrrebbe 2,5 milioni all’anno. Un altro grande produttore è la Nigeria, che fabbrica artigianalmente pistole automatiche copiate da modelli Beretta, moderni fucili d’assalto e mitra. Altrove – soprattutto in Nordamerica – l’introduzione della stampa 3D già serve alla produzione “irregolabile” di armi leggere perfettamente funzionanti. 

James Hansen, che fornisce questi dati nella sua sempre interessante “Nota diplomatica” , sostiene che i ricercatori svizzeri non hanno trovato  una correlazione a livello globale tra il possesso di armi da fuoco e la violenza. Resta il dubbio che non abbiano cercato bene.

 

 

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